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Salvatore Jemma DECISIONI - Paesaggio italiano, 1 - 33 con CD audio: 19 - 33 (durata 23' 24") (composto e registrato da Salvatore Jemma e Giacomo Della Maria, durata 23' 24") ottobre 2006, pp. 80, Euro 15,00 ISBN: 978-88-95074-03-0 Dopo il viaggio infernale, già passato, consumato col precedente Plenilunio di novembre nel viaggio attraverso i paesaggi soprattutto interiori di Bologna - fino al quello che si svolge sottoterra - si profila un altro diverso itinerario per altri luoghi, verso un centro ancora da conquistare; una prima serie di questa seconda parte che, svolgendosi, porterà ancora più lontano. Il paesaggio italiano qui è - una parte per il tutto - quello emiliano, tracciato per mezzo dei dialoghi e delle cose viste e descritte - anche quelle minime cose o quelle parole che, lasciate andare, sono colte per un attimo e poi sfuggono come i gabbiani in mezzo al mare in tempesta. Tutto questo forma (o, almeno, cerca di formare) un cammino quasi obbligato, un cammino che si deve fare per il desiderio di ottenere una qualche attuale comprensione del mondo - poiché, come è ovvio, quella comprensione sta certamente nella trama persa in qualche passato. Sottolineare questo significa, in definitiva, voler ridestare l'attenzione anche per ciò che è successo, per qualcosa che ci è successo, e non accantonare il pensiero nell'angolo buio, in attesa di quello che potrà succedere. La poesia, in questo caso, vuole riflettere su una memoria non privata del suo cuore pubblico; e la memoria, qui, serve quasi da destino purgatoriale, difficile da affrontare, ma inevitabile oltre che necessario. Una zona di minima, forse, ma non privata redenzione che va attraversata per tornare ad essere, in parte, ciò che pensiamo si sia di noi perso. Al libro è allegato il CD audio 19 - 33 composto e registrato da Salvatore Jemma e Giacomo Della Maria (durata 23' 24''). 7. e buongiorno alla città, a quella dico che fila verso Rimini e si libra e che perdemmo sopra il sole, sopra spiaggia e polvere; tra fiamma e luce arriva il passeggero, come scende si libra, quale assalto in cielo del sonno, e schianto nel dolore che tutto sia finito (può la gloria ma può, in luce, la gloria nel gelo del letto, oltre il buio avvolgerci, la gloria, può di luce dopo questo?); camminammo poi lasciando l'autostrada, verso nord e l'onda spumosa, che s'infrange o quella strada, dove mai fa sosta cielo, dopo pioggia, che risplende in direzione di strade improvvisate di sabbia e campi; e venti contrari alzano la spiaggia, mentre copre il brillìo del sole che, nell'ombra riluce; proseguimmo allora |