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da Radio dei giorni di pioggia di Mino Petazzini
Radio dei giorni di pioggia, 1
1
sono notti sicure la bocca di b. così aperta così umida mentre
usciamo dal calore di una stanza sempre più deboli e volgari
scendiamo con le dita tremando ascoltando ho un volto che mi
scivola dalle mani ho il sangue che mi scivola dalle dita gli
occhi che vedono un mondo scivolare dalle dita la luce che
oscilla sulle pareti la luce sui corpi le risate b. così dolce strano
che ascolti invece di parlare di sorridere i suoi sorrisi
costanti sorrisi non c'è più niente da scoprire nel suo corpo
adesso tutti possono vantarsi di essere stati i primi o gli ultimi
non ci sono più segreti
2
i muri verdi di una casa la prima volta che ha guardato i leopardi
che li ha visti pensare alla partenza organizzare il futuro
scegliere il cielo e lasciare tutto il resto non potevano più
aspettare soltanto risalire ansimare mentre b. correva a dirmi
che non c'era più niente di speciale solo la loro sicurezza la
loro ostinata sicurezza adesso che lei dorme sola che fugge
tutta la notte che ha bisogno di correre di sudare con la bocca
aperta appoggiata dove nessuno la sente con la bocca occupata
nel buio del mediterraneo nell'odore del successo siamo tutti
divorati dal successo
2a
i leopardi che le rubano altri giorni giurano che è una cosa
temporanea le dicono che non sentirà nessun male lottano per
avere le sue mani non sanno più cosa mostrare al loro pubblico
le stanno dicendo che la vita continua che non riescono a
dimenticare che erano solo corpi sospesi che è una cosa comune
che il pubblico non esiste che le sue mani resistono inutilmente
che basta accendere la radio...
3
s. che ha spento la luce che aveva una macchia di sangue sulla
mano stavano ancora parlando di una casa ma la casa è deserta
nessuno ne ha bisogno s. che osserva scaricare l'inverno dai
camion uno spettacolo gelido lento i suoi occhi sono un segno
devono essere un qualche segno vorrei che diventassero un
incendio che diventassero subito un incendio qualcuno si sta
uccidendo s. che saluta i leopardi dall'inverno che vuole solo
essere visto sul lato dell'inverno non sa più a cosa credono sa
che dormiranno che dormiranno che grideranno che era come
una porta aperta
3a
i leopardi vanno e vengono sono volgari quando cercano di salvarsi
ma diventano eleganti quando la vita scorre sotto di loro
quando mangiano negli angoli più sporchi perché sanno che è
necessario per sedersi a una vera tavola un giorno per balzare
sulla città quando è il momento
3b
s. che si veste nel buio con i suoi cieli notturni la radio accesa
i leopardi che aspettano le loro mani sul passato s. di notte
nello spettacolo della notte la neve bianca che i leopardi non
possono più sporcare |
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